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Dott.ssa Serena Caramella

Psicologa

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Dott.ssa Valentina Milanesi

Psicologa

Post-vacation blues

Quali difficoltà si possono incontrare quando si torna al lavoro dopo le vacanze?

Quali emozioni e  sentimenti sono associati al rientro?

Come superare questo periodo di transizione?

È arrivato settembre ed è ora di tornare a scuola o al lavoro. In genere, chi apprezza la propria attività lavorativa, in prossimità del rientro, sperimenta sentimenti ed emozioni positive, quali gioia, rilassamento, piacere della compagnia dei colleghi, serenità, entusiasmo, curiosità. Alcuni fattori possono avere un effetto protettivo, come la sensazione di essersi riposati adeguatamente e aver ricaricato le batterie durante le vacanze, così come lo stare bene nel contesto lavorativo, fare un lavoro che si ama e avere buone relazioni con i colleghi. Ci sono inoltre situazioni in cui il rientro è atteso con impazienza, in quanto rappresenta una sorta di rifugio da vite personali complicate, dolorose o poco soddisfacenti. Tuttavia, non è infrequente che questo periodo si accompagni ad una serie di sintomi, come malinconia, ansia, irritabilità, nostalgia, insonnia, disagio generale. Questa condizione viene definita con vari nomi: post-vacation blues, stress da rientro dalle vacanze, sindrome da rientro dalle ferie… Non si tratta di una malattia, ma di una risposta psicofisica che può interferire con la vita personale e lavorativa. È possibile limitare questo disagio post-vacanze curando la transizione dal periodo di riposo e la ripresa della vita quotidiana. 

Vediamo di analizzare un po’ più nel dettaglio questa situazione.

Un processo di adattamento e transizione

Le vacanze sono una caratteristica della nostra vita moderna e rappresentano un modo per migliorare la qualità della vita, offrendo alle persone la possibilità di riposare, rilassarsi, ricaricare le batterie, sentirsi rinnovati e trascorrere il tempo in attività differenti da quelle lavorative, frequentando amici e parenti. Questo permette di riprendersi dagli effetti negativi del lavoro (come burnout, stanchezza, stress) e apporta sensazioni di benessere fisico e psicologico: ci si sente più sani, più energici, più soddisfatti, l’umore migliora e ci sono meno tensioni e stanchezza.

Tornare al lavoro dopo un periodo di vacanza, però, per alcuni può essere un vero e proprio incubo. 

Durante le ferie si adottano nuovi orari, si modificano le routine, si praticano attività differenti, possono cambiare anche le abitudini alimentari, lo stile di abbigliamento… Inoltre, si frequentano persone diverse dai colleghi di lavoro e ci si allontana dalla quotidianità della vita lavorativa. Pertanto, il rientro può innescare quello che viene chiamato “jet lag sociale”, ossia una condizione di instabilità in cui il nostro orologio biologico non è più sincronizzato con i tempi sociali e le routine quotidiane. Settimane lavorative stressanti e con poche ore di sonno si alternano a weekend in cui si cerca di recuperare dormendo più del dovuto, con possibili ricadute negative sulla salute. 

Per evitare un impatto brusco e traumatico con la realtà lavorativa e professionale può essere necessario concedersi un po’ di tempo per adattarsi agli orari e ai ritmi di lavoro, al ritorno alla routine. Nella vita quotidiana, tutti noi ci troviamo continuamente di fronte a situazioni che ci richiedono un adattamento. Anche il ritorno al lavoro dopo le ferie rappresenta un processo di adattamento alle routine, alle attività e alle relazioni associate con l’essere parte dell’azienda. Inoltre, il ritorno al lavoro implica una riduzione del tempo libero e del riposo. Questo può aumentare il conflitto tra lavoro e famiglia, in quanto si riduce anche il tempo a disposizione da dedicare alla propria famiglia.

Quali possono essere le difficoltà principali?

Sono state individuate quattro tipologie di difficoltà: 

 

  • connesse con il lavoro, come ad esempio il ritorno alla routine, il rispetto degli orari, l’eventuale monotonia di alcune mansioni e il lavoro accumulato; 
  • inerenti la socialità, come l’incontro con i colleghi, il clima organizzativo e il cambiamento delle proprie abitudini; 
  • concernenti la conciliazione tra la sfera professionale e quella familiare, in quanto si ha meno tempo e disponibilità per la famiglia e per le attività del tempo libero e si aggiunge a questo la stanchezza; 
  • legate alla perdita di identificazione sia con i colleghi che con l’organizzazione in generale, a causa della sensazione di non essere parte degli eventi che si sono verificati durante l’assenza dal posto di lavoro che va a minare la loro identità all’interno dell’azienda e/o del team.

 

In particolare, se ci concentriamo sui momenti in prossimità del rientro, nei momenti o nei giorni che immediatamente precedono il ritorno al lavoro, i principali fattori che creano maggiore ansia sono il riadattamento agli orari, le eventuali dimenticanze, il ritrovare i colleghi e una più generale paura di ciò che si può trovare sul posto di lavoro. Una menzione particolare meritano le situazioni di coloro che, titolari di contratti a tempo determinato, non hanno certezze e vivono questo periodo come un’incognita, non sapendo se, quando e in quale contesto potranno trovare lavoro.

Nei momenti in cui si arriva in azienda o in ufficio, a generare maggior ansia sono il lavoro accumulato, l’organizzazione dei compiti, la mancanza di concentrazione, le reazioni dei colleghi, ciò che può essere successo o che può essere cambiato durante il periodo di assenza e di cui si ha poca o nessuna conoscenza.

 

Bisogna inoltre tenere conto del fatto che, in alcuni casi, i sintomi possono essere aggravati da altri problemi organizzativi come molestie, violenza, conflitti con colleghi o superiori. In questo caso le vacanze diventano una sorta di fuga da situazioni difficili, per cui rientrare può rivelarsi estremamente difficile. 

A quali segnali prestare attenzione?

Chi fatica maggiormente a rientrare al lavoro, può mostrare una sintomatologia varia legata sia alla sfera mentale sia alla sfera fisica. 

  • Segnali mentali: 
  • apatia/appiattimento delle emozioni/rassegnazione/mancanza di iniziativa/senso di vuoto/disagio, 
  • sensazione di stordimento, 
  • difficoltà di concentrazione, 
  • stress/pressione/incremento dei livelli d’ansia, 
  • irritabilità/nervosismo/scontrosità/malumore/impazienza/sbalzi d’umore, 
  • malinconia/tristezza, 
  • demoralizzazione/demotivazione, 
  • nostalgia.

 

  • Segnali fisici: 
  • spossatezza/stanchezza/sensazione di affaticamento,
  • dolori o tensione muscolare, 
  • cefalee, 
  • calo della qualità del sonno/insonnia, 
  • problemi di digestione. 

Come superare le emozioni e le sensazioni più disturbanti?

La sensazione di benessere e felicità sperimentati in vacanza tendono a scomparire rapidamente quando si torna al lavoro. Per chi trova il rientro particolarmente impegnativo e fatica a riprendere la quotidianità, ecco alcuni accorgimenti che possono aiutare a gestire la sintomatologia o addirittura a prolungare il cosiddetto “effetto vacanza”:

  1. Rientrare dal luogo di vacanza con 2 o 3 giorni di anticipo. Questo permette di avere qualche giorno a disposizione, prima di tuffarsi nuovamente nella vita lavorativa, per rilassarsi, prepararsi mentalmente alla ripresa delle attività e tornare gradualmente alla routine quotidiana sia nella sfera privata che in quella familiare. Organizzarsi in anticipo, preparandosi con calma anche per differenti scenari, può aiutare molto nella gestione dell’ansia.
  2. Laddove possibile, recuperare qualche informazione su ciò che è accaduto durante l’assenza dal luogo di lavoro, in modo tale da diminuire la paura dell’ignoto e rientrare con una maggior tranquillità.
  3. Prendersi cura dell’alimentazione e adeguare progressivamente l’orario di sonno all’orario di lavoro abituale, in particolar modo se durante le vacanze le routine e i ritmi si sono modificati in modo significativo. 
  4. Se possibile, durante i primi giorni riprendere l’attività a piccoli passi, senza farsi prendere dall’ansia di smaltire il lavoro accumulato e concedendosi eventualmente più pause. Per superare le difficoltà nella gestione lavorativa, è utile pianificare un programma di lavoro ragionevole, da svolgere con concentrazione e impegno, stabilendo delle priorità. Focalizzarsi sulla pianificazione aiuta a ridurre lo stress.
  5. Organizzare anticipatamente le faccende domestiche (pasti, abbigliamento, acquisti), condividere e distribuire i compiti tra i componenti della famiglia. Questo può aiutare la gestione delle attività familiari e il superamento di difficoltà ed emozioni negative in questo ambito.
  6. Mantenere un atteggiamento sereno e focalizzarsi sugli aspetti positivi del rientro. Si può anche pensare di apportare eventuali cambiamenti al proprio ambiente di lavoro e fissare degli obiettivi o dei propositi per il nuovo inizio.
  7. Prendersi del tempo per coltivare relazioni nutrienti: uscire con gli amici, trascorrere il weekend con la famiglia, ritagliarsi momenti per godere pienamente della compagnia delle persone care.
  8. Fare spazio per le proprie passioni e i propri interessi: disegnare, dipingere, ascoltare musica, suonare uno strumento musicale, modellare l’argilla, lavorare a maglia, dedicarsi al giardinaggio… può avere un effetto rigenerante e portare ad una sensazione di maggior appagamento.
  9. Prendersi cura del proprio corpo: camminare all’aria aperta godendo dei benefici del sole e della natura, praticare uno sport o un’altra attività fisica, concedersi un bagno rilassante: tutto questo aumenta la sensazione di benessere, migliora la qualità del sonno e diminuisce lo stress.
  10. Praticare tecniche di rilassamento e meditazione: può aiutare a tornare sul qui ed ora, vedere più chiaramente le emozioni disturbanti e ritrovare un equilibrio.

E se la sensazione di disagio dovesse perdurare?

La post-vacation blues è una condizione del tutto transitoria, ma se lo si desidera, è sempre possibile richiedere un colloquio psicologico volto a valutare insieme i segnali che il corpo manda e chiarire eventuali dubbi.

Se i sintomi perdurano per più settimane, si presentano in modo particolarmente intenso e/o interferiscono in modo significativo con la vita quotidiana, diventa importante chiedere aiuto. Un disagio profondo può essere un segnale indicativo del fatto che alcuni aspetti della propria vita personale o lavorativa necessitano di alcune modifiche o di cambiamenti sostanziali. Il supporto di un esperto può fare la differenza nel comprendere le ragioni del malessere e aiutare a gestire al meglio questo processo di transizione.

 

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