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Dott.ssa Serena Caramella

Psicologa

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Dott.ssa Valentina Milanesi

Psicologa

Manco per sogno

Dedicato dall’autrice, Beatrice Alemagna, alla figlia Mimi “piccola pipistrella che ha imparato ad andare a scuola da sola”

Il momento dell’ingresso nella scuola dell’infanzia può diventare per i genitori una grande fonte di sofferenza, quando non un vero e proprio incubo, soprattutto nella fase del distacco. A volte si parla solo  del primo giorno o dei primissimi giorni; altre si tratta di qualche settimana; altre ancora di lunghi mesi. Trovarsi ad affrontare ogni mattina figli urlanti e piangenti che supplicano di non lasciarli a scuola, di non andarsene, di restare là con loro può rivelarsi straziante e profondamente destabilizzante per i genitori, che non sanno come farvi fronte. Questo albo incantevole è pensato appositamente per accompagnare piccoli e grandi in questa delicata fase di passaggio. Un racconto tenero e a volte buffo che, nella nostra esperienza, non ha mancato di affascinare adulti e bambini! 

 

Un albo delizioso per accompagnare… 

  • i bambini che vivono con difficoltà la fase iniziale della scuola dell’infanzia
  • i genitori, in quello che a volte è il primo vero distacco dai bimbi
  • gli insegnanti, nell’accogliere i bimbi e le loro forti emozioni, mitigando tristezza e paure

 

La storia

Già dai risguardi iniziali si intuisce una piccoletta intraprendente e indaffaratissima, affaccendata in mille e una attività. È “Pasqualina: tre anni, due ali pelose e le idee molto chiare: niente scuola. Mai. Manco per sogno.”. La cucciola di pipistrello dalle ali rosa fluo è fortemente contrariata: è arrivato il momento fatidico di iniziare la scuola, ma lei non ha la benché minima intenzione di lasciare la sua vita confortevole nella casa-albero per andarci come fan tutti. È molto netta nel suo rifiuto e non ne vuole proprio sapere. Anche i suoi giocattoli sono d’accordo con lei. Né le esortazioni e le rassicurazioni di mamma e papà pipistrello né la vista dei piccoli animaletti, bruchi, rane, ricci, scoiattoli, che sfilano docili fuori dalla sua finestra diretti verso la scuola-albero minano la sua determinazione. Proprio un bel tipino!

I genitori tuttavia si mantengono fermi davanti al suo rifiuto. La piccola cerca di aggrapparsi ai mobili, alle tende, al tappeto per non essere portata fuori casa, ma invano. L’indomita Pasqualina è infuriata, pervasa da una collera potente, e non si tiene più. Il suo grido violento “MANCO PER SOGNO!” investe i genitori smarriti quasi come un tornado ed è talmente forte da farli rimpicciolire come due noccioline. E cosa fa Pasqualina? Con grande soddisfazione nasconde i microscopici genitori sotto un’ala ed entra così baldanzosa e disinvolta a scuola, unica cucciola sorridente e spavalda in mezzo a tanti pipistrellini piangenti e inconsolabili. 

La giornata trascorre piena di interessanti novità, le paure sembrano scomparse, ma la piccola pipistrella non riesce a viverla pienamente. La presenza dei genitori, inizialmente rassicurante, diventa sempre più scomoda, quando non un vero e proprio impiccio. Ora che sono diventati piccolissimi, è lei a doversi prendere cura di mamma e papà, in una sorta di inversione di ruoli… Che fatica! Tantopiù che loro si comportano come bambini pasticcioni e lamentosi e lei si ritrova a redarguirli più di una volta. Nascosti sotto l’ala fluo risultano essere fastidiosi e disturbanti: le procurano un rimprovero dalla maestra, le rendono impossibile volare con i compagni durante la lezione di volo, non le permettono di dormire… Insomma: badare a loro si rivela una vera seccatura!

Alla fine della giornata scolastica, tutti i piccoli riabbracciano felici i propri genitori. Solo Pasqualina, che ha avuto mamma e papà sempre appiccicati addosso, non ha nessuno che la aspetta fuori da scuola. Nessuno da ritrovare. Niente coccole per Pasqualina. La sua profonda tristezza è chiaramente visibile dalle illustrazioni.

Rientrando alla casa-albero, mamma e papà si stiracchiano fortissimo e, come d’incanto, eccoli tornare alle loro dimensioni naturali. Entusiasti dopo il primo giorno di scuola, propongono di ripetere l’esperienza anche l’indomani. Indovinate cosa risponde Pasqualina?!? Ovviamente “MANCO PER SOGNO”! Dimenticate le paure e le preoccupazioni iniziali, la cucciola di pipistrello è ormai pronta ad allontanarsi da mamma e papà per tornare in quella scuola che, dopotutto, non era così male come pensava all’inizio…  

Quando voltiamo l’ultima pagina, i bambini si soffermano spesso a fissare le immagini dei risguardi finali, dove ritroviamo Pasqualina nuovamente immersa nelle confortanti attività mostrate all’inizio. 

 

Spunti di riflessione a partire dall’albo

  • Cosa spaventa di un cambiamento?
  • Cosa fa soffrire? Andare a scuola o lasciare i genitori?
  • Una presenza troppo “ingombrante”: fonte di sicurezza, ma…
  • La scuola: spazio di libertà e sperimentazione lontano da mamma e papà
  • Stare sempre vicini o allontanarsi per sperimentare la bellezza di ritrovarsi e raccontarsi?
  • Come trovare la giusta distanza?

 

L’idea in più

  • “Manco per sogno”, se proposto sia dai genitori a casa sia dagli insegnanti a scuola, può diventare per i bambini un rassicurante elemento di continuità tra questi due mondi così diversi tra loro.
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